BUONE FESTE E BUONA PRATICA

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“Inspira , espira. Rilassati, ma non addormentarti. Il rilassamento significa essere intensamente allerta verso l’interno…verso ciò che succede dentro di te. E’ molto importante. Sii consapevole, sveglia e non dormire. Sii attenta, consapevole a quello che fai e quello che succede”.

Parole di Vanda Scaravelli.

Suggerimento per un buon anno di pratica!!!

BUONE FESTE.

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“Non sono io a respirare ma è il respiro a respirare in me”

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Alcune considerazioni sugli esercizi di Yoga che oggi molti praticano sotto la guida di maestri più o meno competenti. E’ notto che in effetti di tali esercizi possono essere assai diversi. Per i più essi sono positivi, per alcuni possono essere anche negativi. Per capire la ragione di questa divergenza, bisogna partire dall’idea che il senso più profondo dello Yoga è il ritrovamento dall’idea del “vero Io”: senso, che talvolta maestri e discepoli perdono di vista in relazione sia al fine ultimo, sia ai presupposti per avvicinarsi ad esso.

Se gli esercizi Yoga restano sul piano di un mero addestramento fisico essi hanno poco da fare con lo Yoga nel senso di un collegamento integratore e risanatore dell’uomo col suo essere profondo.

Sembra che pochi insegnanti di Yoga aspettino che il loro allievi occidentali abbiano acquistato la capacità di rilassarsi completamente prima di passare a pratiche comportanti una particolare tensione interiore. Se poi la pratica al rafforzamento dell’Io e eventualmente usa come base per la concentrazione la formula “io sono io” – che in India si riferisce non al piccolo “Io” ma al grande “Io”, mentre l’Occidente l’interpreta erroneamente nei termini di una conferma del proprio “Io” empirico – allora la confusione è completa.

Nel complesso, per l’Occidentale la pratica col respiro deve far compire anzitutto il passaggio dall’alto verso il basso, per cui in essa l’accento deve cadere sull’espirazione. Se invece si comincia con una salita verso l’alto in un modo che impegni la volontà, ne risulterà uno stato che va incontro all’atteggiamento connaturato dell’Europeo e che per questo lo entusiasmerà, portandolo però su una via sbagliata perché egli andrà ad innestare una forma artificiale di tensione volontaria su una costituzione già fin troppo tesa, ovvero labile.

Hara – Il centro vitale del uomo secondo lo zen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA GRANDE MENTE

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“La grande mente è qualcosa da esprimere, non da immaginare. La grande mente è qualcosa che si ha, non qualcosa da cercare”.

Più si comprende il nostro pensiero, più si ha difficoltà a parlarne. La via migliore è praticare e basta, senza dir niente.

Nello Yoga oltre le asana, la pratica del pranayama aiuta ad calmare e svuotare la mente, controlla il respiro ed unisce il corpo in un tutt’uno e altro.

Si può praticare soltanto l’ascolto del respiro, senza nessun tipo di tecnica, esempio:  seduto in una sedia con la colonna diritta e rilassata o semplicemente sdraiati al letto.

Il respiro è un grande maestro…osservatelo in silenzio, prendete un attimo di tempo ed entrate in contatto con questo mondo interiore, non modificatelo…ascoltatelo.

Sentite i piccoli movimenti che succedono nella colonna vertebrale nel momento in cui l’aria entra e esci del corpo, state fermi per almeno 10/15 minuti, fate un viaggio interno dove siete lo spettatore e il respiro è il protagonista.

PICCOLI ACCORGIMENTI PER UNA BUONA PRATICA

Ricordatevi soprattutto che fate lo Yoga per divertirvi, per cui non lavorate resistendo alle posizioni.

Quando il corpo è stanco o appesantito, dovresti fare lo Yoga per farlo stare meglio, non per aumentare la tensione.

Quando il corpo è ammalato o febbricitante, non fate lo Yoga.

L’ora migliore per fare i vostri esercizi giornalieri è al mattino.

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FRASI DI KRISHNAMACHARYA

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“Quando avrai sessant’anni, dovrai praticare il pranayama per il doppio di tempo che impiegherai a praticare le asana”.

“Un insegnante di yoga deve sempre essere più avanti nella pratica rispetto ai suoi allievi”.

“Nel caso di una persona con difficoltà di respirazione, ad esempio, Krishnamacharya diceva: “Insegnale a fare solo quattro respiri. Poi dille di riposare. Poi altri quattro respiri”: