LO YOGA ATTRAVERSO GLI OCCHI DI ELISABETH PAUNCZ

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Un’introduzione a Elisabeth

Ho cominciato i miei studi formali negli Stati Uniti, a Cleveland, in Ohio, presso la Light of Yoga Society, dove ho seguito corsi e seminari per due mesi. Poi ho continuato da sola per due anni. Dopo ho studiato a Firenze con Dona Holleman per dieci anni. Infine ho studiato a Puna, in India, presso il Ramamani Iyengar Memorial Institute per un mese.
La fase successiva, iniziata molti anni fa e che continua tutt’oggi, è basata su quello che Vanda mi ha insegnato con A Priceless Relationship. Sono stata indirizzata a un approccio yoga rivoluzionario, dove spingere e sforzarsi erano banditi e il respiro è una sorgente diretta di potere. Non avevo mai immaginato che una cosa simile fosse possibile.

Nel corso degli anni ho portato i miei studenti in molti paesi, in luoghi di energia e di potere, per godere dell’energia particolare che emanava ognuno di questi luoghi. Siamo stati in molte regioni d’Italia, e all’estero in Grecia, Egitto, Corsica, Marocco, Inghilterra e Irlanda. Negli ultimi anni ho anche insegnato in molte regioni dell’India.

Il mio motto è Il Respiro Crea La Tua Vita. Quando i movimenti dello yoga sono sincronizzati con il respiro, nuovi stati mentali e fisici sono creati. Ho molta cura nel trattare ogni studente come persona unica, nel rispetto le differenze di tanti corpi e menti diverse. Le persone hanno fiducia in me.
Se movimenti fluidi e rilassati insieme allo sviluparsi della concentrazione verso la respirazione richiedono anni per addestrare la mente e il corpo, è anche vero che questo percorso dà moltissime soddisfazioni.

La musica e la danza mi arricchiscono molto sin da quando facevo parte dell’orchestra della scuola media, esperienza che ho poi proseguito partecipando a vari cori più tardi. Negli Stati Uniti, all’Università del Michigan, Eugene Ormandy ha diretto un concerto d’orchestra e il nostro coro.
Firenze offre molte opportunità per chi ama la musica, e in tutti questi anni in cui ho vissuto in questa bellissima città, ho potuto anche assistere ai molti importanti balletti e orchestre provenienti da tutte le parti del mondo. Ho dei ricordi indelebili di una master class di Mstislav Rostropovich e di un seminario di una settimana per prime ballerine assolute, concluso da Martha Graham.
Il seminario fu tenuto dai migliori maestri della scuola di Martha Graham,che tenne l’ultima lezione della settimana, un’esperienza indimenticabile.
Mi dicono che si sente l’influenza di queste esperienze nelle mie lezioni; certamente questi grandi avvenimenti hanno scolpito il mio approccio allo yoga.

La gravità

Uno degli aspetti più rivoluzionari di questo tipo di Yoga è la scoperta della gravità. Se vuoi riuscire a sentire come la parte superiore del corpo diventa leggera mentre la parte inferiore ‘affonda’ sempre più profondamente nella terra, i piedi devono diventare attivi, impegnati, consapevoli. La forza di gravità fa il resto.

I piedi

Abbiamo un grosso debito nei confronti degli antichi egiziani. I loro re e regine hanno piedi aperti e solidi a terra. La maggior parte di noi non è più capace di stare in piedi correttamente. Questa capacità ci è stata restituita, ravvivata dagli insegnamenti di Vanda. Camminare correttamente significa sentire il proprio peso che ‘affonda’ nel tallone posteriore. Questa crea una resistenza verso il basso che attraversa l’intera gamba e che continua anche quando il tallone si solleva sulla pianta del piede mentre si prepara a fare un passo. Con lo spostamento del peso in avanti questo “tiro” dal tallone porta le dita ad allungarsi ed aprirsi. L’intera colonna vertebrale si risveglia, porta benessere, grazia, e un rassicurante senso di sé ad ogni passo.

Il respiro

Il respiro è il nostro grande amico. La sua forza invisibile è energia pura. Nelle asanas, i movimenti si fanno durante l’espirazione. L’inspirazione invita a rilassarsi. Sintonizzarsi a questo ritmo naturale porta a una nuova consapevolezza. Dunque, forzare, spingere, e tirare per arrivare a fare un’asana non ha senso.

Lo spirito

Ignorare il dolore, la rigidità, il disagio, può condurre a infortuni e frustrazioni. Io stessa non ho capito quanto insoddisfacente e poco gratificante fosse la mia pratica di Yoga (nonostante più di 20 anni di impegno costante) fino a quando non sono stata iniziata a questo tipo di Yoga, così rivoluzionario da cambiarti la vita. Gli anni con Vanda mi hanno aperto mondi prima sconosciuti, anche se la mia pratica dello Yoga era corretta nelle posizioni e nei movimenti. Vanda teneva molto in considerazione come uno si sentiva al termine della pratica perché era una preziosa indicazione di ciò che era accaduto. Respiro e ascolto attenti e consapevoli portano sollievo alla psiche.

Un’amicizia inestimabile

Quando ho incontrato Vanda, facevo yoga già da molti anni a Firenze.

Il mio incontro con lei e la sua accettazione di me come studente mi hanno portato lentamente in un nuovo mondo, rivoluzionario e intenso.

In questo tipo di insegnamento non c’era posto per usare la forza, spingere, tirare, né si doveva fare una posizione a tutti i costi. Il corpo era semplicemente invitato a sfruttare la forza di gravità, e questo liberava la spina dorsale.

Che novità mai immaginata!

All’inizio io ero solo una pioniera ignorante, che faceva di tutto per seguire Vanda, che faceva da apri pista, correndo su un territorio che lei stessa ha scoperto, e che non era mai stato esplorato prima.

Per me è seguito un lungo periodo di transizione, dove ho dovuto disimparare, disfare – undoing, come diceva Vanda.

Nei quindici anni successivi, ci voleva da parte sua pazienza infinita, perseveranza, e amore senza fine per comunicare con poche parole questo mondo sconosciuto dove non ci dovevano essere dei dubbi – no doubts, come diceva Vanda.

Lei mi ha cambiato la vita. Credo che le poche studentesse cui ha insegnato, che ora sono tutte piuttosto famose e tutte mie amiche, direbbero la stessa cosa.

Vanda mi ha accettato come sua studentessa quando aveva settantacinque anni. Puoi immaginare la sua generosità, insegnare per ore e ore, a ciascuna di noi, da sola? Era diretta, potente, e seria: riusciva a trovare il punto preciso che aveva bisogno di più cure, più attenzioni in quel momento. Come insegnava? Con le sue mani, facendomi toccare il corpo, e poi facendomi vedere la posizione… poi io la imitavo (spesso senza successo). Così facendo, riuscivo ad arrivare lentamente alla base di ogni postura oppure a captare cosa voleva dire un respiro tranquillo, profondo e forte.

Ho avuto bisogno di anni per capire l’essenza dell’onda, del respiro e della gravità, “i nostri tre amici” come soleva chiamarli Vanda.

La saggezza di Vanda

“Breathing puts you in that innocent state of silence
in which even a miracle can happen.”

“Il respire ti mette in quell’innocente stato di silenzio nel quale
può anche accadere un miracolo.”

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“There is no teaching in the Yoga training.
One can only point out to listen to your
own body and the body itself is going
to give you the answer.”

“Non c’è insegnamento nel yoga.
Si può solo suggerire di ascoltare il
tuo corpo e il corpo stesso ti darà la risposta.”

http://www.florencescaravelli.com/un-introduzione/?lang=it

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L’UOMO CON RADICI

Si può dividere il corpo, grossolanamente parlando, in quattro parti differenti con quattro funzioni differenti, chiamate tronco, cervello, mani e piedi. Il tronco consiste del torace, che è sopra il diaframma, e il bacino, che è sotto il diaframma. Il torace contiene i polmoni e il cuore. Il bacino contiene gli organi di digestione e della riproduzione. In parole semplici, gli organi digestivi sotto il diaframma ricevono il cibo (combustibile) dall’esterno, mentre i polmoni sopra il diaframma ricevono l’aria. In questo modo queste due parti insieme formano una specie di stufa a lenta combustione nella quale il cibo è bruciato con l’aiuto dell’ossigeno producendo energia o calore. Questa energia è poi diretta alle varie parti del corpo dove ce n’è bisogno, in primo luogo al cervello, che consuma più energia di tutte le parti del corpo. Dopo il cervello, l’energia va al cuore e a gli organi di riproduzione, che sono rispettivamente il “motore” per fare andare l’individuo e il “motore” per fare andare la razza umana. Quello che rimane di questa energia è poi diretto alle braccia e alle gambe, rispettivamente gli istrumenti del movimento e della locomozione.

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Il nostro corpo è spesso confrontato con il corpo dell’albero. Come un albero, l’uomo è una creatura verticale con un’asse centrale e verticale, il tronco o la colonna vertebrale. I suoi piedi sono le due radici, che si aggrappano alla madre terra e assorbono la sua energia attraverso le piante dei piedi. Come i suoi piedi sono ben aggrappati alla terra, la sua colonna vertebrale, come il tronco dell’albero, si eleva verso il cielo. Le sue costole sono come i rami dell’albero, che si diramano dalla colonna vertebrale. Qui, dentro la struttura delle costole, il corpo estrae dall’aria molti dei nutrienti di cui ha bisogno. Come l’albero assorbe aria attraverso la superficie delle sue foglie, così anche l’uomo ha le “foglie” in forma di milioni dei alveoli polmonari, attraverso i quali egli assorbe ossigeno ed elimina il diossido di carbonio. E alla fine, come l’albero, la cima della sua testa va dritta in su verso il cielo, come si fosse un’antenna, per ricevere l’afflusso dall’alto.

True of life

Donna Holleman

ALLIEVO ED INSEGNANTE

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Lo yoga deve essere praticato in funzione del livello dell’allievo

Le ragioni che inducono le persone a praticare yoga sono svariate. Mentre l’atleta può usare lo yoga come preparazione allo sport, la donna incinta può utilizzarlo per facilitare il parto. Il bambino può trarne giovamento per diventare più concentrato e meno agitato mentre la persona anziana può beneficiarne a livello di movimento e di energia. Lo yoga dà qualcosa ad ognuno e quello che ognuno riceve è differente. Poiché lo scopo è differente, non possiamo adottare lo stesso approccio per ognuno. Gli strumenti giusti devono essere scelti e praticati in funzione dell’obiettivo di ciascuno individuo.

Anche se le persone condividono lo stesso interesse per lo yoga, non si può proporre la stessa pratica perché il punto di partenza per ognuno di loro è differente. Ad esempio, mentre una donna sta vivendo la sua prima gravidanza, un’altra potrebbe essere alla sua terza esperienza, una situazione e delle condizioni completamente diverse. Inoltre, possono esserci delle differenze di età, il posto dove vivono, il tempo che dedicano alla pratica e altri fattori che le rende uniche.

Non è come una maratona dove tutti partono e arrivano allo stesso punto e il primo che vi arriva è il migliore. Qui il punto di inizio non è lo stesso e tantomeno il punto di arrivo. Per questo ogni situazione personale deve essere rispettata e l’insegnante deve scegliere e insegnare la pratica di yoga più adatta.

Di volta in volta, l’insegnante competente deciderà se usare asana e pranayama o utilizzare anche gli altri mezzi messi a disposizione dallo yoga: atteggiamenti nelle relazioni con gli altri, disciplina personale, consigli sull’alimentazione, pratiche di meditazione e altri numerosi strumenti.

Ogni individuo con le sue caratteristiche, le sue particolarità, è unico. Ogni individuo con le sue singolarità ha tutte le ragioni per essere quello che è. E il punto di partenza di un insegnante di yoga è proprio l’accettazione della situazione dell’individuo.

Tratto dal sito Vinyoga.

Da riflettere.

L’ARTE DELLE VARIANTE

“L’arte delle variante ha lo scopo di portare qualcosa di nuovo e di benefico nella nostra pratica degli asana. In un stesso gruppo di praticanti, posso consigliare ad alcuni di tendere le gambe e ad altri di piegarle leggermente durante l’esecuzione di uno stesso asana. Posso invitare alcuni a trattenere il respiro dopo l’inspirazione, e altri a trattenerlo dopo l’espirazione. La cosa importante è adeguare le varianti alle necessità individuali.

Le varianti non devono mai essere introdotte in modo casuale, ma solo quando siano giustificate. Le utilizziamo per sviluppare o intensificare l’attenzione, oppure per venire incontro a un particolare problema fisico”.

Desikachar

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ELISABETH PAUNCZ – Saluto Egiziano al Sole e Yoga

book1Il Saluto al Sole è u antico esercizio yoga che, se eseguito correttamente, mette in contatto con le vibrazioni universali del cosmo. E’ una una sequenza armoniosa di varie posizioni unite da movimenti circolare che fluiscono uno nell’altro. Come petali sono parte di un fiore, questa sequenza speciale è parte di un intero e si fonde formando un movimento unico. Ogni passaggio è una piccola onda che silenziosamente e ritmicamente ci sposta senza sforzo in avanti, indietro, in alto e in basso. Le posizioni si srotolano una dopo l’altra e l’intera sequenza diventa un”unica onda.

La spina dorsale viene flessa e piegata allungandosi lentamente e delicatamente. La respirazione e l’abbandono alla forza di gravità fanno rifiorire il corpo. Queste posizioni, seguendo il respiro, distendono la spina dorsale. “Non si può insegnare yoga. Si può solo indicare l’ascolto del proprio corpo e sarà questo stesso a trovare le risposte”.

Il Saluto al Sole ha portato benessere per secoli a coloro che lo praticavano in tutto il mondo. Secondo la mia esperienza , è questa la sequenza che viene svolta più volentiere dalla maggior parte delle persone. Le spiegazioni delle posizioni nelle pagine seguenti sono interpretazioni più che istruzioni precise. Le indicazioni sono in italiano e in inglese ed è interessante notare come la stessa cosa ha sfumature diverse in ciascuna lingua. Credo che le fotografie siano utili per suggerire delle possibilità. esse riguardano un processo piuttosto che un esempio “perfetto” e sono offerte come un invito. Rappresentano momenti differenti e differenti emozioni. Sono state fatte in un giardino toscano, in primavera e , alle rovine etrusche, che si trovano nell’anfiteatro romano di Fiesole, in estate.

Unire e rispettare le contradizioni fa parte del mio modo di intendere lo Yoga. Poiché ad ogni posizione corrispondono due fotografie (una per la versione in inglese, l’altra per quella in italiano), è stato sorprendente vedere come lo “stesso” esempio possa apparire diverso. Ho preferito, comunque, non eliminare la diversità delle immagini, dal momento che essa probabilmente riflette quel movimento sempre mutevole e nuovo che è la vita.

Forse vi domanderete perché di partenza sia l’Egitto: gli antichi egizi sono maestri insostituibili nello svelare come la spinta dorsale possa raggiungere la sua più completa bellezza attraverso un armonioso allungarsi. Recentemente un mio studente mi ha dato delle fotografie scattate mentre visitava il museo del Cairo alla ricerca delle statue che si collegano al mondo in cui faccio yoga. Ho trascorso molti giorni imitando le posizioni delle statue e tentando di capire come erano così allungate e apparivano così rilassate? Le statue trasmettono una maestà e una calma che appaga. Mi è sembrato quindi naturale chiamare queste variazioni, “Egiziane”. Ho incluso anche alcune fotografie fatta qualche anno fa durante il nostro viaggio in Egitto. Ci aiuteranno a capire il loro mondo così vasto e importante.

Elisabeth Pauncz

La sequenza del Saluto Egiziano al Sole e Yoga:

Libro: Saluto Egiziano al Sole e Yoga

Per info e acquisti per favore contattare Elizabeth:
florencescaravelli@gmail.com

PRINCIPIO TAOISTA

“Vedere come se non si vedesse”.

“Agire senza agire”.

Continuazione della Calma Assoluta:

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Il principio di ogni tecnica di respiro è l’osservazione, quindi il compitò preliminare è di liberare il respiro escludendo ogni intervento della volontà, “lasciare la presa”, sciogliere ogni tensione mettendovi in SAVASANA o in una posizione comoda, spostando ogni tensione dall’alto verso il basso, portando nella parte mediana del corpo: diaframma (centro di gravità “HARA”), in questa maniera il soffio verrà espirato e inspirato in modo continuo e calmo, allora sarete pronti a cominciare qualsiasi tecnica di respirazioni o PRANAYAMA che desiderate.

Se vi può aiutare fate 3 respiri profondi: il primo inspirando ed espirando normalmente, il secondo si allunga di più sia l’inspirazione che l’espirazione poi il terzo sempre più lungo.

Potete fare anche ad occhi aperti, in qualsiasi momento della giornata, prendete tempo e rilassatevi!!!

Grazie.

IL RILASSAMENTO MIGLIORA LA QUALITA’ DELLA VITA

Rilassarsi prima di andare a dormire può aiutare a svegliarsi con la sensazione di essere davvero riposati. Il rilassamento abbassa la pressione arteriosa e rallenta quasi all’istante le pulsazione, riducendo le probabilità di un attacco cardiaco.

Il pensiero è nemico del rilassamento, la cosa interessante è che la mente umana può arrivare ad avere oltre sessantamila pensieri al giorno. Vi propongo un esercizio per portare la CALMA ASSOLUTA.

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Esempio di un esercizio di rilassamento:

Mettetevi a sedere in posizione comoda e chiudete gli occhi. Respirando facilmente, inspirate. Ora espirate, dicendo dentro di voi: “Quindici”. Inspirate ancora. Questa volta, mentre espirate dite dentro di voi: “Quattordici”. Continuate a inspirare e a contare a ritroso ogni volta che espirate. una volta giunto allo zero, fate qualche respiro delicato, sempre osservando come vi sentite. Quando siete pronti, riaprite gli occhi.

La Harvard University Medical School pubblicò un rapporto in cui si afferma che contare alla rovescia riduce la pressione arteriosa e le pulsazione. Praticate questa tecnica notte e giorno. Contare alla rovescia da quindici a zero aiuta a rimuovere antri strati di stress in meno di sessanta secondi.

PROVATE!!!

“Le forme di rilassamento dell’India spesso non sono adatte agli occidentali. La tecnica usata da una persona deve essere compatibile con la sua cultura”.

T.K.V. Desikachar

Il piccolo libro

Calma Assoluta – Fred L. Miller