Carlo Locatelli IN ITALIA

Il 28,29 e 30 di marzo Carlo Locatelli sarà a Brescia.

WORKSHOP DI ANATOMIA SENSORIALE

28 marzo
Conferenza Interativa: “Un viaggio visivo, concettuale e sensoriale intorno al corpo umano”

29 e 30 marzo
Stage “LA COLONNA VERTEBRALE”
Dare un senso all’anatomia, rendere sensibile l’anatomia.

Informazioni: 388 1168098 Eduardo.

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HARA – IL CENTRO VITALE DELL’UOMO SECONDO LO ZEN

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L’hara corrisponde alla condizione  in cui l’uomo  ha ritrovato il proprio centro e lo attesta nel suo vivere. Il corpo essendo la forma in cui l’anima si manifesta e l’anima essendo il senso del corpo, la struttura interiore  si rende visibile anche nella figura esteriore. Non vi è struttura spiritual né tensione psichica che non si rifletta nella corporeità. Così il centro di gravità del corpo, e il trovare e realizzare il primo implica il trovare anche il secondo. Ma dove è situato questo centro? Secondo l’insegnamento giapponese, esso si trova nella regione dell’ombellico, e più esattamente un po’ di sotto dell’ombellico.

L’uomo intero gravita corporalmente verso l’interno.

Diritto, stabile e raccolto, queste sono le tre carateristiche dell’atteggiamento che al Giapponese sembra essere quello giusto e che nel loro insieme attestano la presenza dell’hara.

Bibliografia:

Hara – Il centro vitale dee’uomo secondo lo zen

Karlfried Durckhem

Edizioni Meditterranee

LO SBADIGLIO

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Lo sbadiglio è descritto come un riflesso  che si compone di una profonda inalazione e di una espirazione forzata susseguente.

Lo sbadiglio viene accompagnato da delle contrazioni muscolari  che conducono il soggetto a “stiracchiarsi” o fare lo ‘stretching’ (esse prendono il nome di pandiculazione).

Presumibilmente ha avuto una originaria funzione fisiologica poi progressivamente convertitasi, nei primati più evoluti, in una funzione eminentemente sociale.

Lo sbadiglio spontaneo è un comportamento filogeneticamente conservato, e quindi ampiamente presente nei restanti vertebrati e finanche nei pesci.

Fattori scatenanti lo sbadiglio

Sono considerati tali:

–          opposti stanchezza/risveglio

–          opposti fame/sazietà

–          stereotipia emozionale

Una funzione fisiologica

E’ stata ampiamente smentita l’ipotesi che ammetteva la capacità dello sbadiglio di facilitare l’ossigenazione sanguigna al livello cerebrale.

Ad oggi la teoria maggiormente in valsa è stata proposta dal gruppo di ricerca di Andrew C. Gallup, ricercatore della  Princeton University (2010-2012); essa si esplica con l’abbassamento della temperatura presso il compatrimento cerebrale che si attua durante il compimento di uno sbadiglio (teoria termoregolatoria dello sbadiglio: ‘the thermoregulatory theory of yawning’); tale raffreddamento condurrebbe ad un incremento di attenzione e memoria dell’individuo che sbadiglia, antagonizzando l’insorgere della sonnolenza.

Quindi lo sbadiglio consentirebbe un rapido ingresso di aria dall’ambiente esterno al compartimento corporeo, sino all’encefalo.

L’attivazione dello stimolo sarebbe di pertinenza diencefalica.

È stato dimostrato come sia più frequente  sbadigliare quando la temperatura esterna è inferiore a quella corporea; ovvero, in media, si è vito che si sbadiglia più facilmente nel periodo invernale piuttosto che d’estate. Infatti, d’inverno, la temperatura esterna è mediamente più fredda e facendo penetrare area tramite lo sbadiglio si può decrementare la temperatura al livello cerebrale.

I detrattori di detta teoria ammettono invece che l’abbassamento della temperature è, al contrario, un atto preparatorio al sonno stesso: un raffreddamento dell’area occipitale sarebbe connesso con una diminuzione del tempo necessario al soggetto per prendere sonno.

Viene anche ammesso un aumento possibile dei livelli di cortisolo, dipendente da uno stato di maggiorata fatica in cui il soggetto soggiace al momento dello sbadiglio.

Un contagio per empatia

Lo sbadiglio è stato dimostrato essere contagioso negli umani; questo significa che, in generale, è più probabile che una persona sbadigli dopo aver percepito (visivamente od uditivamente o mediante entrambi i sensi) lo sbadiglio emesso da un’altra persona.

La frequenza di contagio varia durante il giorno, con un picco a mattina presto e in tarda serata (risveglio/addormentamento).

Un recente studio condotto da Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi (dell’Università di Pisa) ha fornito la prima evidenza comportamentale che il contagio dello sbadiglio sia associato al legame empatico tra le persone. Lo studio ha dimostrato che il contagio segue lo stesso gradiente dell’affetto empatico: è massimo nei parenti stretti (genitori/figli/nipoti, fratelli, coppie stabili), decresce negli amici, poi nei conoscenti (persone legate solo da un terzo elemento esterno, cioè il lavoro o un amico in comune) e raggiunge il minimo negli sconosciuti. Lo studio rivela che anche la risposta allo sbadiglio (misurata in termini di tempo di latenza) è più rapida tra parenti stretti, amanti e amici. Il contagio inizia a manifestarsi a 4-5 anni di età , quando i bambini sviluppano la capacità di identificare lo spettro emozionale dell’altrui persona che hanno innanzi.

Inoltre, il contagio è ridotto o assente in soggetti che presentano disturbi legati all’empatia:disturbi pervasivi dello sviluppo.

È stato ammesso un possibile coinvolgimento dei neuroni-specchio (in particolare un sistema vestibolare di neuroni-specchio: “vestibular mirror neuron system”),  e dell’area numero 9 di Broadman (giro frontale inferiore destro) ove questi neuroni sono massimamente concentrati, come dimostrato da studi di risonanza magnetica funzionale (fRM).

Il contagio dello sbadiglio, con possibili implicazioni empatiche, è stato finora dimostrato negli Scimpanzé e nei Babbuini gelada. La presenza di contagio tra uomo e cane domestico, considerato capace di un legame empatico con gli umani, è stata ipotizzata, ma i risultati sono ancora inattendibili.

L’autore 

Bibliografia:

1.Schurmann M., Hesse MD, Stephan KE, Saarela M., Zilles K., Hari R., Fink GR (2005), Yearning to yawn: the neural basis of contagious yawning. Neuroimage 2005 Feb 15;24(4):1260-4.

2.Massen JJ, Vermunt DA, Sterck EH(2012)Male yawning is more contagious than female yawning among chimpanzees (Pan troglodytes). PLoS One 2012;7(7):e40697.

3.Haker H, Kawohl W, Herwig U, Rossler W(2013)Mirror neuron activity during contagious yawning–an fMRI study. Brain Imaging Behav. 2013 Mar;7(1):28-34.

4.Lopez C, Falconer CJ, Mast FW(2013)Being moved by the self and others: influence of empathy on self-motion perception. PLoS One2013;8(1):e48293.

5.Gallup AC, Eldakar OT(2012),The thermoregulatory theory of yawning: what we know from over 5 years of research. Front Neurosci
2012;6:188.

6.Gallup AC (2011), Why do we yawn? Primitive versus derived features. Neurosci Biobehav Ev.2011 Jan;35(3):765-9.

7.Thompson SB (2011), Born to yawn? Cortisol linked to yawning: a new hypothesis. Med Hypothesis 2011 Nov;77(5):861-2.

8.Van Someren EJ (2006), Mechanisms and functions of coupling between sleep and temperature rhythms. Progress in Brain Research 153: 309-324

9.Setokawa H, Hayashi M, Hori T (2007), Facilitating effect of cooling the occipital region on nocturnal sleep. Sleep and Biological Rhythms 5: 166-172

Informazione

“Il libro dello psoas” Liz Koch.Immagine

Alla scoperta del muscolo dell’anima.

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Una guida comprensiva al muscolo ileopsoas e alla sua profonde implicazioni sul corpo, sulla mente e sulle emozioni.

Come, attraverso la consapevolezza di questa profonda parte anatomica, si possa migliorare la salute, l’integrità e la crescita personale.

A partire dall’ascolto delle sensazioni e dei messaggi che il corpo esprime, possiamo meglio auto-regolarci ritrovando equilibrio e benessere.

Il libro può essere apprezzato da chiunque voglia esplorare il proprio sistema nervoso propriocettivo e dai terapisti manuali e del movimento; dagli educatori somatici, di sport e fitness e da medici, fisioterapisti, neuro e psicomotricisti, osteopati e chiropratici, trainer, massaggiatori e dai praticanti di discipline bionaturali: dallo yoga alle riflessologie, dallo shiatzu al craniosacrale, dalla danza alla consapevolezza del corpo e del movimento.

L’autrice

Liz Koch è un’educatrice somatica internazionale, ideatrice di Core Awareness ™, focalizzata sulla consapevolezza per lo sviluppo del potenziale umano. Con 30 anni di esperienza di lavoro e specializzazione sull’ileopsoas, è considerata un’autorità nell’ambito delle professioni somatiche, di bodywork e di fitness per quanto concerne il muscolo “core”. Liz vanta pubblicazioni nazionali e internazionali ed è anche l’autrice di “Core Awareness: Enhancing Yoga, Pilates, Exercise”, dei CD “Unraveling Scoliosis” e “Psoas & Back Pain” e coautrice di “Maiden, Mother, Crone: Our Pleasure Playlist” e di numerosi articoli. Educatrice autorizzata dalla National Certification Board for Therapeutic Massage & Bodywork USA (NCBTMB), Liz Koch è membro dell’International Association of Healthcare Practitioners (IAHP). 

WORKSHOP con Carlo Locatelli

Anatomia Sensoriale
28, 29 e 30 di marzo a Brescia.
Tenuto da CARLO LOCATELLI                     Immagine

Per informazioni e iscrizioni: 3881168098 Eduardo

Gli Ateliers di anatomia sensoriale sono rivolti a chi ha interesse ad approfondire la conoscenza dell’anatomia e la propria pratica corporea.

Il percorso proposto si articola su due piani l’uno a sostegno, integrazione e approfondimento dell’altro: all’insegnamento teorico, volto allo studio delle diverse parti anatomiche, si affiancherà una pedagogia percettiva basata sulla propriocezione, volta a prendere coscienza e a integrare in unità le varie parti descritte.

Propriocezione è termine della Neurofisiologia con cui si designano i processi neurologici non coscienti che intervengono nella gestione dell’equilibrio statico e del movimento, adeguando istante per istante la postura, sia segmantaria sia globale, e il tono muscolare. In un senso più generale con propriocezione si intende la capacità di percepire coscientemente e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio, lo stato di contrazione dei muscoli, l’insieme delle sensazioni che provengono dall’interno del corpo. Questo meccanismo, ossia la capacità di essere fisicamente presenti a se stessi, svolge un ruolo importante anche nella definizione dell’identità psichica.

Nel corso degli incontri, il costante rimando fra cognitivo e percettivo, fra comprensione e sensazione è volto a realizzare una reale integrazione delle diverse parti anatomiche studiate e una percezione cosciente dello spazio del proprio corpo.
L’approccio sensoriale alla materia mira a dettagliare la percezione corporea attraverso la sua conoscenza anatomica: i riferimenti bio-meccanici consentono di conoscere le possibilità articolari di ogni parte del corpo, nel rispetto della loro morfologia; lo studio delle caratteristiche anatomiche in termini di ossa, legamenti, tendini, muscoli favorisce una visione dettagliata del corpo umano in generale, ma anche di quello di ciascuno in particolare, nella propria specificità, intendendo con ciò soprattutto la comprensione dei limiti e delle possibilità che lo caratterizzano.
La conoscenza e la consapevolezza portano a una maggiore precisione nel movimento, negli allungamenti muscolari, nell’allineamento scheletrico e anche, di conseguenza, nell’insegnamento dei medesimi.

L’insegnamento teorico sarà trasmesso attraverso il supporto di materiale visivo e di uno scheletro scala 1:1. Durante il corso saranno distribuiti materiali di studio in fotocopia.

Al termine degli incontri sarà rilasciato un Attestato di partecipazione.

Carlo Locatelli – WORKSHOOP ANATOMIA SENSORIALE

Carlo Locatelli - WORKSHOOP ANATOMIA SENSORIALE

28 marzo ore 21:00 – Conferenza interattiva: “Un viaggio visivo, concettuale e sensoriale intorno al corpo umano”.

29 e 30 marzo ore 9:45/12:45 e 14:30/17:30 – Stage – “La colonna Vertebrale” “Dare un senso alla anatomia, rendere sensibile l’anatomia”

Il WORKSHOOP si tiene presso
Associazione Paganora 7 – Brescia
Informazioni: Eduardo – 388 1168.098

http://www.anatomiasensoriale.com